DINAMICHE INTERETNICHE




Etnia

Comunità formata storicamente, relativamente stabile nel tempo, che presenta uno spirito generale, abitudini, stili di vita, eventualmente una lingua comune ed avente soltanto delle relazioni accidentali con la funzione politica.

Nazione

Collettività con alcuni tratti culturali comuni, storicamente evolutasi e con un certo grado di sistematizzazione.

Gruppo etnico

elemento centrale del gruppo etnico è un comune modello socio culturale che è il risultato di una lunga interazione in una storia comune, e che l'archetipo in questo modello è una struttura di valori e di memorie comuni; le discussioni sulla natura del gruppo etnico si concentrano su problemi come:

Minoranza

Nelle scienze umane minoranza s'intende solitamente un gruppo così strutturato: o diverso per caratteri razziali etnici e culturali, dalla società in cui è inserito; o discriminato o dal punto di vista socio-economico-politico, perché rapportato alla maggioranza numerica che costituisce il principio base delle decisioni democratiche. Le minoranze sono quindi dei gruppi, definiti da caratteri biologico-culturali (razza, etnia, lingua, costumi, ecc.) che resistono ai " normali" processi di assimilazione e reclamano invece riconoscimento della loro diversità ed identità di gruppo all'interno di uno Stato-Nazione.

Gruppo di minoranza

I gruppi sono sostanzialmente due: quello conscio, consapevole della propria diversità intesa come status minoritario, e quello che benché lo siano di fatto non se ne curano.

Minoranza etnica

la definizione prevede il confluire da una parte i concetti concernenti i termini di minoranza, (gruppo, subordinazione, potere, valori, differenze) e dall'altra quelli peculiari di etnia (differenze culturali, lingua, valori, comportamenti, tradizioni, storia, territorio).

Relazioni tra minoranza e dominanza

Le variabili da considerare sono quelle che intervengono ne i processi di valutazione sociale: etnocentrismo, pregiudizio, stereotipo;

i processi di adozione di comportamenti: discriminazione, segregazione.

Dominanza e dominazione: l'alternanza dei nazionalismi etnocentrici

Il territorio che comprende la regione Istria appartiene a tre stati: Italia, Slovenia e Croazia, ovvero due ceppi (latino e slavo), tre etnie (italiana, slovena croata) e un sistema di quattro distinti codici linguistici (istro-veneto, cakavo, croato standard e italiano standard). La plurietnicità è connaturata al territorio istriano poiché espressione di una storica convivenza.

La società delle culture che rappresenta l'Istria simboleggia la capacità di confrontarsi con l'alterità; veicolo di tale civile convivenza è la mobilità etnica: i confini etnici sono permeabili, significativo è il diffuso bilinguismo e il pluriculturalismo istriano.

E' necessario individuare gli elementi di crisi del rapporto individuo-territorio, valorizzando ed evidenziando le diverse radici culturali della popolazione istriana, per poi attivare processi di appartenenza ed integrazione regionale, ciò è possibile attraverso la conoscenza dell'altra cultura.


La distribuzione antropica nella penisola istriana

A grandi linee si può distinguere: la fascia costiera, favorevole ad un insediamento sia urbano che rurale, molto addensato, e la zona interna che è prevalentemente montuosa, ha un clima aspro che offre poche possibilità di coltura e si presta ad un'economia estensiva silvo-pastorale. Schiffrer nel suo testo di analisi etnografica opera una distinzione tra la città ed il villaggio. La distinzione è oltre che storica è semantica: il termine città veniva usato per i centri italiani, mentre gli appellativi villa villaggio erano attribuiti ai centri slavi. I centri urbani, morfologicamente appartengono a tipi diversi a seconda che siano situati al mare o all'interno. Le cittadine interne sono quasi tutte poste sulla sommità dei colli per ragioni difensive. La zona interna, più estesa in superficie e la più varia dal punto di vista fisico presenta terreni in genere poveri e quindi poco adatti all'agricoltura; in queste zone le densità si mantengono su valori bassi. Il popolamento della zona risulta decisamente rurale.

Il valore della diversità

Il professor Ulderico Bernardi assimila l'Istria ad un'insalatiera etnica, intesa come pluralismo pan-etnico.

Il pluralismo, la diversità culturale spesso è percepita come un pericolo sociale poiché la non conoscenza, ovvero l'ignoranza della cultura altrui impedisce l'interazione, inibisce i contatti e forgia schemi, modelli falsati dell'altro. L'assimilazione è il processo naturale che progressivamente annienta una cultura minoritaria. La specificità dell'Istria vede la coesistenza di culture che fra loro possono adattarsi o entrare in conflitto tra loro, ma la convivenza è stata la norma, mentre lo scontro ha sempre rappresentato un fattore endogeno frutto di pressioni esterne che attivavano l'interesse nazionalista che è estraneo alla realtà locale.

L'istrianità

pone la sua esistenza nel valore attribuito alla diversità. "E' necessario difendere la diversità mediante una democrazia asimmetrica che permetta l'espressione anche di gruppi minori (...) [la politica basata su una democrazia asimmetrica dovrà essere] finalizzata ad un'unità che non distingua, né annulli, bensì mantenga e spieghi le diversità etno-nazionali, [e] dovrebbe tener conto della realtà multidimensionale" Gli istriani, dice Šuran, sono 'nazionalmente mobili' e quindi rappresentano un'atipicità mal sopportata dai rispettivi stati ai quali appartengono che cercano di svolgere una politica atta alla divisione finalizzata poi all'assimilazione o di mero sfruttamento politico. Sempre Šuran vede nell'identità regionale nazionalmente impura la condizione che permette agli individui di essere indifferenti alla condizione nazionale di matrice risorgimentale e quindi di passare da un'identità regionale all'altra senza alcuna connotazione moralistica, poiché le radici erano sono e saranno plurietniche per cui è privo di significato l'appartenenza ad una o all'altra nazione se non fosse per le spinte assimilatrici che periodicamente investono la minoranza di turno.

Regionalismo

Il regionalismo ha due aspetti: il primo, collocandosi tra individuo e stato assolve ad una funzione garantista, che ostacola le tendenze accentratrici e totalitarie del potere statale: garantisce la libertà e la partecipazione politica; il secondo aspetto vede la regione come uno dei principali livelli della pianificazione territoriale ed economica. Sia come livello di decentramento della pianificazione nazionale, sia come elemento base da cui risulta, la dimensione regionale emerge ovunque come uno dei requisiti per la razionalità ed efficienza dei processi di pianificazione.


Introduzione