Potere estero statale e regionale
nei principali stati europei
La Svizzera
stando al dettato costituzionale è da annoverare tra quegli
Stati ove il treaty making power viene riconosciuto alle regioni
che compongono lo Stato federale in misura più sensibile.
La Germania
Federale formula
uno specifico riconoscimento del potere di stipulare trattati
con gli Stati esteri nella GrundGesetz dove oltre a ciò
che avviene similarmente alla costituzione elvetica vi è
l'estensione generalizzata a tutte le materie di competenza legislativa
ai Länder , ma vi è la subordinazione in ogni caso
al previo consenso del governo federale che pone un limite analogo
a ciò che avviene negli Stati
Uniti dove
In Belgio
la situazione si presenta non dissimile alla Germania La situazione
belga si avvicinerebbe a ciò che avveniva nelle Repubbliche
federative e delle Province autonome
della ex-Jugoslavia.
La Francia
non è particolarmente favorevole agli enti territoriali;
l'Austria
riserva al Governo centrale il così detto potere estero
L'estrema varietà delle situazioni riscontrabili sono chiaramente
d'ostacolo alla cooperazione
Cooperazione interregionale nell'ordinamento
comunitario europeo
Gli aspetti giuridico-formali delle attività
comportanti rapporti con l'estero da parte degli enti pubblici
territoriali attendono ancora una compiuta sistemazione. Le intese
possono essere bilaterali o multi laterali come quelle che hanno
dato vita alle "comunità
di lavoro" interregionali
rispettivamente delle Alpi occidentali (Contrao),
centrali (Arge Alp)
e orientali (Alpe Adria) che coinvolgono enti territoriali di
paesi non comunitari recente adottato il programma INTERREG,
esso è basato sull'esperienza
acquisita in passato con iniziative volte a promuovere la cooperazione
tra zone di frontiera nella Comunità, ed è finalizzato
all'erogazione di danaro ricavando i relativi stanziamenti sia
da fondi strutturali comunitari, sia in base all'art. 10 del regolamento
4254 concernente il Fondo europeo di sviluppo regionale, che ha
tra i sui scopi quello di coordinare le politiche regionali.
Le Comunità di lavoro
interregionali
La prassi vuole che i rapporti si esplichino
come forme di contatti diretti soprattutto tra enti di tipo regionale.
Si tratta di semplici scambi di visita, di viaggi e missioni di
studio, di organizzazione episodica di manifestazioni comuni;
di dichiarazioni di intenti su programmi di cooperazione, ma anche
di intese e accordi che implicano rapporti giuridici obbligatori.
Il quadro non si esaurisce in attività occasionali o episodiche
me evidenzia anche la tendenza ad istituzionalizzare i rapporti
con la creazione di associazioni, di canali permanenti o di organi
stabili. ARGE-ALP-
Comunità di lavoro delle regioni alpine centrali; CONTRAO
Comunità di lavoro delle Alpi occidentali; Comunità
di lavoro delle Città delle Alpi; Euregio
Alpina; Consulta
della Zona Carsico-Costiera; Comunità
di Lavoro dell'Adriatico centrale e meridionale; Comunità
di lavoro ALPE-ADRIA:
tra gli obbiettivi si inserisce il rafforzamento delle infrastrutture
di trasporto nell'area delle Alpi Orientali. Dal punto di vista
operativo le Comunità alpine scontano molto probabilmente
le difficoltà derivanti dalla presenza di programmi e progetti
di integrazione complessiva a fronte di una base sociale numericamente
consistente. A ciò si aggiungono i problemi di sovrapposizione
geografica determinati dalla contemporanea appartenenza degli
stessi enti territoriali a più di una Comunità e
i limitati poteri decisionali che possiedono.
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