IL TRATTATO DI OSIMO

Il trattato di Osimo
Sulla validità del Trattato di Osimo dopo la scissione della Jugoslavia


I documenti programmatici che trattano la questione dei rapporti con i paesi esteri nell'ambito dell'Italia, della Slovenia e della Croazia sono: il Trattato di Osimo, l'accordo CEE-Slovenia, il quadro europeo della collaborazione di confine, la Convenzione di Madrid.


Il trattato di Osimo

Il trattato di Osimo: afferma che Italia e Jugoslavia potranno "sviluppare ulteriormente la collaborazione economica con l'obbiettivo in particolare del miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni di frontiera dei due Paesi L' "accordo" (articolo 6 del Trattato di Osimo) si configura come un programma per lo sviluppo di azioni comuni, che abbiano carattere integrativo dei livelli di libertà nella circolazione delle persone, delle merci e di alcuni beni previsti per le aree di frontiera dagli Accordi di Udine del 1955, costantemente rinnovati ed estesi negli anni successivi. In questo quadro di accordo economico ci sono elementi di progettualità che probabilmente solo ora con lo sviluppo europeo previsto dopo il 1989 ed il Trattato di Mastricht hanno una loro intrinseca potenzialità.



Sulla validità del Trattato di Osimo dopo la scissione della Jugoslavia

La Convenzione di Vienna stabilisce che i trattati continuano la validità nel caso di smantellamento di uno stato contraente. La violazione del Trattato di Osimo si è avuta nel momento in cui i nuovi Stati di Slovenia e Croazia hanno posto la frontiera sul Dragogna che divide in due parti la regione istriana. Lo svolgersi dei fatti legato all'affermarsi delle sovranità dei due nuovi stati confinanti ha portato alla caducazione del Trattato. Significa che ci sono le premesse per la rinegoziazione coi nuovi stati perché non esiste più il regime giuridico bilaterale fra Italia e Jugoslavia.


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