La Croazia costituisce una Repubblica
indipendente dal 26
giugno 1991, data in cui ha ufficialmente
dichiarato l'avvio del processo di dissociazione dalla Repubblica
Socialista Federale di Jugoslavia.
L'ultimo censimento
fatto nel 1991 su un totale di 4.784.265 abitanti il 94% dichiara
la propria appartenenza etnica in questo modo: l'83% croata, il
12% Serba rappresentando la principale minoranza etnica. I valori
delle altre minoranze etniche sono inferiori all'unità,
fra queste vi è quella italiana che costituisce lo 0,4%.
Prima della
guerra civile la Croazia possedeva
un'economia relativamente prospera e contribuiva a produrre il
25% del prodotto interno lordo della Jugoslavia. L'apporto del
turismo era determinante: l'82% del movimento turistico totale
dell'ex Federazione, ed era prevalentemente concentrato sulla
costa dalmata ed istriana. I danni
prodotti alle infrastrutture turistiche
e alle vie di
Durante gli anni
sessanta il rinnovamento dell'autogestione
produsse una riforma economica che permise alcune forme di economia
di mercato che avvantaggiò di molto l'economia croata.
All'inizio degli anni settanta il movimento
nazionalista Maspok sollevò problemi inerenti alla lingua,
alla cultura ed agli interessi economici della Croazia rispetto
a tutta la federazione, fra gli esponenti di questo movimento
c'era anche Tudjman.
Negli anni ottanta
si evidenzia un progressivo affermarsi dei nazionalismi. Nel 1989
in Croazia viene avviato un processo
di democratizzazione analogo a quello
Sloveno. La dissoluzione del comunismo
nel 1990 e le elezioni libere portarono il nazionalismo a promuovere
la secessione dove la Comunità indipendente croata era
guidata da Tudjman.
La dichiarazione d'indipendenza del 1991 provocò
però intenti separatisti anche da parte dei Serbi della
Krajina i quali avviarono un processo di distacco da Zagabria
che segnò l'inizio della guerra civile deteriorando irreversibilmente
i rapporti tra i serbi ed i croati.
Intanto lo stato sociale ed economico della
Croazia subiva un tracollo progressivo: l'industria ridusse la
produzione del 60%, l'inflazione si manteneva sul 150-170% e la
criminalità comune risultava in aumento.
Lo stato di guerra ha favorito il partito
di Tudjman:
alle elezioni politiche convocate con solerzia nel 1992 è
stato rieletto
con il 42% dei voti ed ha ottenuto il 67
% dei seggi. Il paese, inoltre,
subì la riduzione della libertà di stampa in contemporanea
alla diffusione di uno stato di anarchia tale da innescare sul
piano amministrativo una serie di interventi centralizzatori voluti
dal partito di governo e si sono tradotti in una riforma dei poteri
locali imperniata sulla costituzione di contee prive di reale
autonomia.
Il partito di Tudjman,
l'HDZ
( Hvratska Demokratska Zajedcnica
ovvero comunità democratica
croata) aveva visto crescere nel tempo le sue difficoltà
non tanto per il peggioramento dell'economia, quanto per la perdita
della Krajina che aveva impedito i collegamenti via terra tra
Zagabria e Spalato e trasformato la Dalmazia in una sorta di isola.
Nel frattempo le relazioni con la Slovenia peggiorarono sia per
i conflitti di natura economica e doganale sia a causa di richieste
territoriali avanzate da Lubiana.
La polemica
contro gli italiani d'Istria, e
in favore della "croatizzazione" della penisola, aveva
assunto un carattere interno volto a placare, con un nazionalismo
sempre più esasperato, il pericolo che da una parte dell'elettorato
dell'HDZ si spostasse ancora più a destra in favore del
partito croato del diritto e filo-ustasa. Fu così che alla
vigilia delle elezioni amministrative del 1993 Tudjman scatenò
un attacco in Krajina meridionale che gli permise di riprendere
il controllo di puti nevralgici del territorio. L'iniziativa però
non ottenne il risultato sperato sul piano interno e proprio in
Istria l'HDZ subì alle elezioni una cocente sconfitta a
vantaggio della Dieta Democratica.
Il regionalismo ha iniziato a diffondersi
in varie parti del paese, in Dalmazia, nel Fiumano e nel Medjimurje,
ma soprattutto in Istria dove la presenza di un tessuto sociale
multietnico ha permesso la nascita di un raggruppamento, la Dieta
democratica istriana, in cui hanno trovato modo di esprimersi
anche le esigenze della minoranza italiana nei confronti della
quale ormai il partito di Tudjman assumeva un atteggiamento progressivamente
sempre più aggressivo.
Un evnto che ha dimostrato come la spinta
autonomista non sia solo un'espressione colta ma un disagio socio-economico,
sono state le ultime elezioni politiche
in Croazia nell'ottobre 1995.
L'Istria croata ha avuto in ruolo determinante
nei risultati delle ultime elezioni politiche svoltesi in Croazia
alla fine dell'ottobre del 1995, dimostrando la propria scelta
politica orientata verso l'autonomia .
Le elezioni
erano state anticipate
rispetto alla scadenza regolamentare della legislatura per la
volontà della maggioranza al potere ovvero l'HDZ con Tudjman
presidente.
Le motivazioni di questa chiamata sono state
principalmente attribuite al buon esito della campagna militare
per la riappropriazione dei territori tenuti dai ribelli della
Krajina benché mancasse la Slavonia orientale parte economicamente
più importante, e quindi, sull'onda degli entusiasmi suscitati
dalla "facile vittoria" si è giunti alle elezioni.
Il parlamento sciolto, al Sabor, esibiva una
maggioranza schiacciante dell'HDZ, non intaccata anche dopo la
scissione verificatasi nel movimento del Presidente della repubblica.
Ciò ha più che condizionato i lavori della camera
dei rappresentanti, li ha addirittura sfasati, poiché neppure
un solo provvedimento proposto dalle opposizioni ha superato la
barriera del voto compatto maggioritario, benché le iniziative
della minoranza fossero tutt'altro che di scarso rilievo.
Dopo la frantumazione dello Stato Jugoslavo
si è creato un clima di euforia patriottica incarnata dal
presidente Tudjman che opera una insistente propaganda sull'orgoglio
nazionale a mortificazione delle diversità presenti nel
paese come in Istria.
Le elezioni hanno dato però un risultato
tale da sorprendere lo stesso presidente Franjo Tudjman poiché
egli non è riuscito a raggiungere il suo principale obbiettivo
ovvero la conquista dei due terzi dei voti. Ha ottenuto invece
il 44% dei voti coi quali è stato assegnato con i criteri
proporzionali l'80% dei seggi.
La mancata conquista dei due terzi dei 127
seggi che gli avrebbe permesso di cambiare la costituzione (ovvero
di proclamarsi presidente a vita, mentre la legislazione attuale
gli impedisce di ricandidarsi nel 1997) è stata accompagnata
da una secca sconfitta nelle elezioni comunali di Zagabria dove
su 17 circoscrizioni 14 sono andate all'opposizione; è
un dato significativo considerando che con oltre un milione di
abitanti la capitale rappresenta un quarto della popolazione.
L'HDZ è stato premiato dai ceti rurali, quelli che hanno
maggiormente subito gli orrori e gli oneri della guerra.
Con queste cifre Tudjman otterrà la
maggioranza assoluta, formerà il governo e continuerà
ad avere le leve del potere. Per ottenere ciò Tudjman ha
imposto una nuova legge elettorale contestata da tutta l'opposizione
e da molti osservatori stranieri. Lord Finsberg che ha guidato
la delegazione degli osservatori europei ha dichiarato che le
elezioni si sono svolte in modo regolare, ma che la legge elettorale
va cambiata se la Croazia vorrà far parte dell'Europa:
risulta una bocciatura per la legge elettorale votata in un giorno
e che i diplomatici europei hanno definito " un colpo di
stato elettorale". E' stata oltretutto espressa preoccupazione
per la riduzione dei seggi destinati ai serbi, scesi da tredici
a tre.
In Istria la Dieta ha dominato largamente
la consultazione relegando l'HDZ a posizioni del tutto marginali.
Il fronte istro-quarneriano ha mandato al Sabor i candidati dell'opposizione
I risultati elettorali evidenziano che il
nazionalismo non basta a rabbonire il popolo croato gravato dalla
crisi economica. Comunque la vittoria dell'HDZ ha portato al perseverare
del partito dominante dell'intolleranza nei confronti dei diversi
che sono rappresentati dalle minoranze.
Furio Radin è stato riconfermato alla
carica di deputato degli italiani al Sabor di Croazia; egli ha
proposto un programma che esalta la "cultura della convivenza".
Radin sostiene che i risultati delle elezioni di Zagabria, che
si oppongono all'HDZ, significano che i cittadini stanno facendo
dei ragionamenti diversi "politicamente più sofisticati
di quanto ci si potesse aspettare... In Croazia la democrazia
potrà dirsi in atto soltanto nel momento in cui nessuno
deterrà la maggioranza assoluta in Parlamento e quando
più partiti, almeno tre, concorreranno a comporre il Governo.
L'assetto
politico
comunicazione
hanno causato una crisi profonda. La Croazia può contare
su una produzione di fonti energetiche interne di modesta entità.
Il più importante distretto industriale è imperniato
su Zagabria,
mentre l'industria di base è presente a Sisak, Spalato
e Fiume.
Elezioni
politiche dell'ottobre 1995
Una prosecuzione legislativa di questo tipo compromette progressivamente
il processo di democratizzazione con gravi conseguenze sul piano
interno e internazionale: l'Unione Europea, massima aspirazione
di tutti i paesi dell'Europa dell'Est, non transige e rifiuta
regimi dispotici.
I
risultati fanno seguire all'HDZ la coalizione guidata dalla Dieta
Istriana e dal partito dei contadini che ha ottenuto il 19,38%,
i liberali hanno raccolto l'11,95%; il partito social democratico
(ex-comunisti) l'8,97 %.
Assetto economico della contea istriana
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