L'STRIA CROATA

Situazione economica e piani di sviluppo

Gli indici che seguono descrivono l'andamento dell'economia croata dell'ultimo quinquennio:

Prodotto Interno Lordo (1992): 13 Miliardi US$

Prodotto Interno Lordo (1990): 2.800 US$

1992
1993
1994

stime
1995

Previsioni
1996

previsioni
Prodotto interno lordo % -9.0-3.7 -0.8+4.0 +3.0
Prodotto industriale % -14.6-6.0 -2.7+3.0 +4.0
Inflazione % 6661517 3.04.0 5.0
Disoccupazione % della forza lavoro) 8.318 18n.d n.d

Le infrastrutture croate sono costituite dalla rete stradale che si estende per 32.000 Km, dalla rete ferroviaria lunga 2.700 Km; i porti principali sono quello di Fiume, Pola, Spalato, Ploce e Ragusa; Zagabria, Ragusa e Spalato sono servite da aeroporti.

Le autorità croate hanno in programma, con l'aiuto di finanziamenti internazionali, per il prossimo quinquennio di ricostruire le infrastrutture distrutte e di intraprendere la costruzione di nuove strade, e di alcuni tronconi dell'autostrada adriatica

L'agricoltura è il settore primario e contribuisce per il 10% al Prodotto Interno Lordo della Croazia, ed occupa il 5% della forza lavoro.

Il conflitto bellico ha causato gravi dissesti al settore agricolo: il 25% della superficie coltivabile è stato danneggiato. La Croazia era la seconda produttrice della ex-Jugoslavia di frumento e la prima di colza. Principale regione agricola del paese è la Slavonia, dove predomina l'agricoltura privata. Importante è anche la produzione di carni bovine e suine, concentrata nelle regioni di Zagabria e Karlovac.

L'industria croata contribuiva nel 1989 al 51% del Prodotto Interno Lordo complessivo. Le difficoltà conseguenti alla perdita del mercato interno a seguito dello scioglimento della federazione Jugoslava, unite alla distruzione delle infrastrutture operata dalla guerra e alla perdita di un territorio hanno causato negli ultimi anni una forte contrazione della produzione industriale. Stando alle previsioni si ipotizza per l'anno conclusosi una crescita della produzione industriale.

La produzione di idrocarburi, per quanto modesta ha un ruolo preponderante nella struttura industriale della Croazia e contribuisce per il 10% al Prodotto Interno Lordo della Croazia.

L'industria agroalimentare, che partecipa per l'11% alla produzione industriale complessiva, è caratterizzata da una forte presenza di imprese di piccole e medie dimensioni. Altre industrie quali quella tessile, macchinari e apparecchiature elettriche e l'industria chimica contribuiscono ciascuna per il 7% della produzione industriale complessiva.

Una caratteristica peculiare dell'industria croata è la presenza di numerosi cantieri navali che alimentano una significativa corrente di esportazioni verso gli Stati Uniti, il Giappone e l'ex-Unione Sovietica.

Il turismo rappresenta un'importante risorsa economica per la Croazia, e contribuisce per il 5% al prodotto sociale del paese. Negli anni passati, sostanziosi investimenti nell'edilizia alberghiera avevano incrementato la capacità ricettiva della Croazia. I quattro quinti dei pernottamenti in Jugoslavia avvenivano presso strutture alberghiere della Croazia; le zone turisticamente più attrezzate risultano essere l'Istria e la Dalmazia.

Ad eccezione di quelle situate a Ragusa non avrebbero tuttavia subito danni rilevanti nel 1994, grazie ad un consistente aumento delle presenze straniere, gli introiti complessivi derivanti dal settore turistico dovrebbero aver superato il miliardo di US$; nel 1990, prima della guerra, il settore turistico aveva reso ben 2,5 miliardi di US$.


Riforme e programmi di sviluppo

Le autorità croate stanno attuando l'opera di riforma e modernizzazione del sistema economico. Tra le più recenti iniziative spicca l'introduzione di una nuova normativa societaria (1° gennaio 1995) e di una legge sulle banche e sugli istituti di risparmi destinata a favorire la partecipazione dei capitali stranieri alla ristrutturazione del sistema bancario.

La legge sulla ristrutturazione delle imprese entrata in vigore nell'agosto 1995 autorizza lo stato a chiudere e smembrare le aziende deficitarie nelle quali detiene una partecipazione anche non maggioritaria.

Il nuovo codice del lavoro che è entrato in vigore nel gennaio 1995, renderà più flessibili i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti.

Le iniziative legislative in preparazione riguardano: la privatizzazione di massa; i fallimenti, il funzionamento dei mercati finanziari ed infine una nuova normativa in materia di controlli qualitativi per le importazioni e le esportazioni e una legge destinata a introdurre dal gennaio 1997 l'imposta sul valore aggiunto.

Privatizzazioni

Il settore privato rappresenta circa il 50% delle imprese operanti nel paese e contribuisce soltanto per il 10% circa al prodotto interno. Diversamente dagli altri paesi dell'est europeo, nella ex-Jugoslavia le imprese pubbliche non erano considerate proprietà dello Stato bensì "proprietà sociale", affidata in gestione ai dirigenti delle singole aziende.

La prima fase di privatizzazione autonoma prevista in base alla legge approvata nel febbraio 1991 si era conclusa alla fine di giugno dello stesso anno con la cessione di una sessantina di aziende, con un capitale complessivo valutato 280 milioni di marchi.

Tutte le imprese che non avevano presentato progetti di privatizzazione entro il giugno 1991 sono passate sotto il controllo di un fondo per la privatizzazione, che sta procedendo alla loro privatizzazione in base a quattro possibili metodi: cessione globale o parziale, aumento di capitale, conversione di debiti in quote azionarie, trasferimento delle azioni a tre fondi statali.

Diversamente dall'attuale normativa, che prevede la vendita in blocco delle aziende ad un prezzo prestabilito, la nuova legge destinata ad entrare in vigore nel corso del 1996 dovrebbe dare maggiore flessibilità al processo di dimissione, facilitando il ricorso ad aste e gare di appalto per la vendita di quote anche parziali delle imprese pubbliche.

Un'altra innovazione sulla quale il parlamento dovrebbe pronunciarsi a favore è la possibilità di stipulare accordi di leasing per affidare a privati la gestione di un'impresa pubblica.


Gli investimenti esteri

Il quadro legislativo in materie di investimenti esteri è tuttora costituito dalla legge fondamentale sugli investimenti esteri della ex Federazione Jugoslava. La normativa non pone limitazioni alla quota di capitale straniero: la costituzione di società a capitale interamente straniero è consentita in tutti i settori economici, ad eccezione di quelli considerati strategici.

Dal punto di vista fiscale gli investimenti esteri godono dello stesso trattamento riservato alle aziende locali. Sono previste alcune facilitazioni per le imprese di nuova costituzione (esenzione fiscale totale per il primo anno di attività, riduzione delle imposte al 50% nel secondo anno e al 25% nel terzo). La legge croata comunque pone tuttavia alcuni ostacoli al trasferimento estero degli utili.


Assetto politico
Assetto economico della contea istriana
Generalità



introduzione