
L'Istria è una penisola prevalentemente montuosa formata da tre spalti sovrapposti digradanti verso il mare.
I Monti della Vena, percorrendo il Carso in tutta la lunghezza, ed a nord-ovest le fonti del Timavo contribuiscono a rinchiudere antropogeograficamente l'Istria.
Le catene dinariche a nord, separate dagli altipiani
carsici da una fascia pianeggiante percorsa dal fiume Timavo,
costituiscono per la massiccia presenza di rocce calcaree, la
così detta Istria
Bianca: le altitudini oscillano tra
i 500 e i 1000 metri, ma raggiungono anche quote superiori nella
catena Cicarija (Monti della Vena) e nel monte Ucka
(Maggiore) che protende fino alla costa orientale dominando
il golfo del Quarnaro.
L' Istria
Grigia
o Gialla corrisponde ad una zona intermedia
di altipiani argillo-marnosi ricoperti da suoli profondi e incisi
da una fitta rete di corsi d'acqua di origine risorgiva.
L'Istria Rossa deve il suo nome alle argille ferruginose del tavolato sudoccidentale della penisola, che si abbassa da un'altezza di 400 metri sino al livello del mare.
Di questo terreno carsico sono caratteristiche le voragini dette foibe, spesse volte allineate nella direzione di certe fessure, che hanno acqua sul fondo.
Il profilo costiero
presenta una notevole e varia articolazione: lungo il litorale
nordorientale si alternano tratti frastagliati e ricchi di porti,
come quelli di Capodistria e Pirano, e zone basse e pianeggianti,
un tempo occupate da saline.
La costa occidentale è quasi tutta
alta e scoscesa, orlata di isolette e profondamente incisa da
insenature naturali, come quelle di Pola, alla cui imboccatura
ci sono le isole di Brioni, e quelle di Rovigno e di Parenzo;
analoghi caratteri presenta la costa orientale nel tratto compreso
tra l'estremità meridionale della penisola del vallone
di Fianona, mentre più a nord e fino ad Abbazia la costa
diventa alta e compatta a causa del monte Maggiore; in questo
tratto uno stretto canale separa la costa istriana dalle prospicienti
isole di Cherso e Lussino.
La carta geologica dell'Istria rispecchia le condizioni idrografiche: l'Istria è percorsa da poche correnti superficiali, mentre i corsi d'acqua sotterranei sono decisamente di proporzioni maggiori.
La morfologia del rilievo determina anche il regime
idrografico dei fiumi istriani, tra i quali principali sono il
Leme, che raccoglie le acque di alcuni fiumi dal corso sotterraneo,
l'Arsa ed il Quieto, che nel suo ultimo tratto, canalizzato e
navigabile, costituisce un bacino già utilizzato nel corso
dei secoli da Venezia per l'armamento delle sue navi.
L'Istria anche per il suo assetto climatico rappresenta una regione di transizione, si trova tra aree climatiche diverse: i paesi circummediterranei, le Alpi e la regione Carpaticodanubiana, per cui nel tempo e nello spazio si presentano condizioni meteorologiche molto differenti.
Le escursioni termiche tra il giorno e la notte sugli
altopiani carsici sono rilevanti, le precipitazioni sono notevoli
per l'esposizione ai venti umidi che vengono dal mare, durante
l'inverno sono frequenti le giornate di gelo e bora. Il clima
sulla costa è abbastanza mite anche se talvolta soffia
la bora oltre allo scirocco che permette di diminuire la siccità,
spesso grave.
Anche la flora dell'Istria ne rispecchia il carattere di regione di transizione. Nelle parti più elevate dell'Altopiano dei Cici, a causa delle condizioni climatiche paragonabili a quelle dell'Europa centrale, appaiono gli elementi della flora balcanica.
Il paesaggio delle valli più elevate e più
lontane dal mare appare caratterizzato da fitti boschi di querce
e faggi, che si diradano progressivamente in corrispondenza dei
terrazzi calcarei per lasciare il posto a vaste estensioni di
macchie, di arbusti sempreverdi, di mirti e di allori.
Gli altipiani dell'Istria
Rossa, sebbene siano soggetti a forte
siccità estiva, appaiono fertili per lo speciale suolo
che li ricopre e sono rivestiti di vasti boschi cedui.
Tra le attività agricole della regione assumono una certa importanza le colture cerealicole dell'Istria Gialla, mentre nelle zone di montagna e sugli altipiani carsici prevalgono gli allevamenti bovini e soprattutto ovini.
La flora mediterranea è rappresentata specialmente nella parte meridionale.
Lungo le coste s'incontrano colture ortofrutticole
specializzate, oliveti coltivati fino all'altezza di 200-300 metri
e la vite introdotta dagli austriaci sul finire del secolo scorso
-ora in decadenza- che raggiungeva al massimo i 500-600 metri
e sostituita dal castagno dove si arrestava la flora mediterranea.
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