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UMAGO
Conta circa 4000 abitanti che vivono dei proventi del turismo,
della pesca e della lavorazione del pesce. E' una graziosa cittadina
con resti delle antiche mura e
tipiche case istriane in pietra dei secoli XV
e XVI. Interessante la parrocchiale di S.
Maria Maggiore con facciata del secolo
XVIII, incompiuta; sul fianco destro, bassorilievo
("S.Pellegrino che regge il castello di Umago") del
secolo XIII o XIV. In sagrestia, polittico
veneziano in legno del secolo XV.
CITTANOVA
E' la romana Emonia,
nome mutato in epoca bizantina in Neapolis
e poi in Civitas Nova. Al largo di
Cittanova, al tempo della Serenissima,
si radunavano ogni Lunedì all'alba le barche mercantili
istriane che facevano in gruppo rotta per Venezia e insieme ritornavano
avendo come riferimento il campanile di Buie. Oggi la Cittadina
conta poco meno di 2000 abitanti.
PARENZO
In quest'ultimo dopoguerra, il sempre maggiore afflusso di turisti,
richiamati dalle bellezze naturali e dal patrimonio storico e
artistico di Parenzo, ha notevolmente contribuito alla sua crescita.
I suoi abitanti ammontano a circa 6500. E' una nobile e pittoresca
cittadina di aspetto veneto, ricca
di perspicui monumenti romani, bizantini e veneti. Conserva tra
l' altro, inalterata la primitiva pianta romana, col decumanus
maximus si incrocia ad angolo retto, proprio nel centro cittadino,
col cardo maximus. Nell' area dell' antico foro, sono ancora visibili
i resti del selciato romano e di un
tempio del primo secolo d.C. Nel Museo
civico materiale lapidario, romano e veneto, e materiale etnografico.
Dell' epoca bizantina è la superba Basilica,
eretta verso la metà del VI secolo
dal vescovo Eufrasio sull' area di una chiesa precedente.
Nel presbiterio, ricomposto cinquanta anni fa con plutei del VI
secolo, ricco ciborio del 1277,
con colonne e capitelli bizantini, sull' altare maggiore, bel
paliotto in argento del 1452. Nell'
abside, stupendi mosaici del VI secolo; nella fascia sottostante,
decorazioni a tarsia, parte di epoca romana parte di epoca bizantina,
di raffinata eleganza e vivo effetto cromatico. Nelle cappelle,
in sagrestia, nello adiacente vescovado (l' antico episcopo),
varie tavole, tra cui un' "Ultima Cena" di Jacopo Palma
il Giovane e una "Madonna con Bambino" di Antonio Vivarini.
Di fronte alla Basilica, il Battistero
ottagonale, della stessa epoca; dietro di esso, il tozzo
campanile del XIV secolo. Lungo
il fianco sinistro della Basilica, la primitiva
aula cultuale col mosaico pavimentale. La vicina Canonica,
con sei bifore romaniche, è del Duecento.
Adornano Parenzo anche una severa casa
romanica e numerose case gorico-veneziane, alcune delle
quali molto belle. In centro, sono ancora visibili i resti del
Palazzo Pretorio, con due finestre
ogivali, e delle fortificazioni venete, con torri quattrocentesche.
Più a Sud
alle foci del Quieto, giace Cittanova.
Conserva case
gotiche e barocche e bei resti,
soprattutto sul lato mare, delle mura venete. Nella Collegiata
di S. Pelagio, che risale all'XI
secolo ed è stata rimodernata nel secolo scorso,
antica cripta con sarcofago contenente i resti dei Santi Pelagio
e Massimo. Presso la chiesa, lapidario, con elementi di plutei
barbarici dell'VIII e IX secolo e iscrizioni romane.
Al di là del Quieto,
Parenzo già municipio
e poi colonia romana, soggiacque nel
Medioevo alla dominazione
bizantina e a quella franca, divenne libero comune nel
secolo XII e, prima tra le città
istriane, si sottomise a Venezia nel 1267.