In dettaglio ...

UMAGO
CITTANOVA
PARENZO


Proseguono lungo la strada costiera, si passa là Dragogns, che segna il confine tra le Repubbliche di Slovenia e di Croazia, e dopo qualche chilometro si giunge a


UMAGO

Conta circa 4000 abitanti che vivono dei proventi del turismo, della pesca e della lavorazione del pesce. E' una graziosa cittadina con resti delle antiche mura e tipiche case istriane in pietra dei secoli XV e XVI. Interessante la parrocchiale di S. Maria Maggiore con facciata del secolo XVIII, incompiuta; sul fianco destro, bassorilievo ("S.Pellegrino che regge il castello di Umago") del secolo XIII o XIV. In sagrestia, polittico veneziano in legno del secolo XV.


CITTANOVA

Più a Sud alle foci del Quieto, giace Cittanova.

E' la romana Emonia, nome mutato in epoca bizantina in Neapolis e poi in Civitas Nova. Al largo di Cittanova, al tempo della Serenissima, si radunavano ogni Lunedì all'alba le barche mercantili istriane che facevano in gruppo rotta per Venezia e insieme ritornavano avendo come riferimento il campanile di Buie. Oggi la Cittadina conta poco meno di 2000 abitanti.

Conserva case gotiche e barocche e bei resti, soprattutto sul lato mare, delle mura venete. Nella Collegiata di S. Pelagio, che risale all'XI secolo ed è stata rimodernata nel secolo scorso, antica cripta con sarcofago contenente i resti dei Santi Pelagio e Massimo. Presso la chiesa, lapidario, con elementi di plutei barbarici dell'VIII e IX secolo e iscrizioni romane.


PARENZO

Al di là del Quieto, Parenzo già municipio e poi colonia romana, soggiacque nel Medioevo alla dominazione bizantina e a quella franca, divenne libero comune nel secolo XII e, prima tra le città istriane, si sottomise a Venezia nel 1267.

In quest'ultimo dopoguerra, il sempre maggiore afflusso di turisti, richiamati dalle bellezze naturali e dal patrimonio storico e artistico di Parenzo, ha notevolmente contribuito alla sua crescita. I suoi abitanti ammontano a circa 6500. E' una nobile e pittoresca cittadina di aspetto veneto, ricca di perspicui monumenti romani, bizantini e veneti. Conserva tra l' altro, inalterata la primitiva pianta romana, col decumanus maximus si incrocia ad angolo retto, proprio nel centro cittadino, col cardo maximus. Nell' area dell' antico foro, sono ancora visibili i resti del selciato romano e di un tempio del primo secolo d.C. Nel Museo civico materiale lapidario, romano e veneto, e materiale etnografico.

Dell' epoca bizantina è la superba Basilica, eretta verso la metà del VI secolo dal vescovo Eufrasio sull' area di una chiesa precedente. Nel presbiterio, ricomposto cinquanta anni fa con plutei del VI secolo, ricco ciborio del 1277, con colonne e capitelli bizantini, sull' altare maggiore, bel paliotto in argento del 1452. Nell' abside, stupendi mosaici del VI secolo; nella fascia sottostante, decorazioni a tarsia, parte di epoca romana parte di epoca bizantina, di raffinata eleganza e vivo effetto cromatico. Nelle cappelle, in sagrestia, nello adiacente vescovado (l' antico episcopo), varie tavole, tra cui un' "Ultima Cena" di Jacopo Palma il Giovane e una "Madonna con Bambino" di Antonio Vivarini. Di fronte alla Basilica, il Battistero ottagonale, della stessa epoca; dietro di esso, il tozzo campanile del XIV secolo. Lungo il fianco sinistro della Basilica, la primitiva aula cultuale col mosaico pavimentale. La vicina Canonica, con sei bifore romaniche, è del Duecento.

Adornano Parenzo anche una severa casa romanica e numerose case gorico-veneziane, alcune delle quali molto belle. In centro, sono ancora visibili i resti del Palazzo Pretorio, con due finestre ogivali, e delle fortificazioni venete, con torri quattrocentesche.