In dettaglio
LINDARO
Faceva parte della cintura protettiva di Pisino, da cui dista
pochissimo, Si entra nel borgo per la ricostruita porta di accesso
alla prima cerchia delle vecchie mura, presso la Chiesetta dorica
di S. Caterina. Il castello si trovava nella parte opposta, dove
ora c'è la chiesa. Qui ci sono tracce delle antiche mura
e delle torri. Un bastione rotondo ospita ancora un falconetto
di ferro inserito nella sua feritoia.
MONCALVO
(Dal nome latino "mons nudus", dato dalla località
dai suoi primi coloni latini). Si eleva sopra un erto colle, a
destra della strada che, attraversando una zona collinosa interna,
porta da Pisino all'ingresso del traforo del Monte Maggiore. Non
vi fu mai edificato un vero e proprio castello; il borgo tuttavia
fu protetto con un fossato e un giro di mura. Vi si entra per
la superstite porta settentrionale ad arco. Nella parte opposta,
a meridione, è conservata una sezione di torre quadrata
con feritoie, che probabilmente sorvegliava la seconda porta,
ora scomparsa. Presso la chiesa, la casa dei de Franceschi, ultimi
proprietari di Moncalvo.
GRADIGNE
( Da un etimo slavo, "piccolo castello"). E' una torre
isolata nel mezzo di una solitaria valle, a destra della strada
che conduce a Passo. Tre lati sono in piedi sin quasi all'altezza
originaria (12 metri). La torre terminava con un tetto a cuspide
ed era protetta da una cortina poligonale di mura.
PASSO
La rocca di Passo, di fronte al Monte Maggiore, sorvegliava la
strada da Pisino a Bogliuno. Il primitivo castello risaliva all'XI
secolo; i suoi primi feudatari furono i Walderstein. Nel 1527,
sia Passo che Gradigne andarono a Barbo per Matrimonio. Il castello
dei Barbo era una fattoria fotificata, circondata da un cinta
di mura merlate con feritoie e caditoie. A un angolo, si elevava
un a torre quadrata di tre piani con feritoie e bertesche, che
è l'unica parte notevole sopravvissuta. Del palazzo è
ancora in piedi una facciata. I rimanenti ruderi sono coperti
di edera.
COSLIACCO
( o Wachsenstein, "rupe emergente"; in croato kozljak, "colle delle capre"). Il castello dista alcuni chilometri da Cosliacco, che si trova ai limiti meridionali della pianura coltivata ottenuta dalla bonifica del lago d'Arsa. I ruderi del castello si raggiungono con una breve arrampicata dalla strada sottostante. Wachsenstein è posto a cavallo di un dosso roccioso, difeso da rupi strapiombanti, dal quale controllava il lago e la strada che lo costeggiava.
Della vetusta rocca, le cui origini si fanno risalire all'XI secolo,
quando la signoria dell'Istria apparteneva al marchese Ulrico
di Weimar, sopravvivono notevoli rovine. Quasi intatto è
ancora il corpo di guardia che sorvegliava l'ingresso del castello;
in esso vive oggi, solitaria, l'ultima anziana castellana.
BERSEZIO
Sorge a est di Cosliacco (dal quale lo separa una catena montuosa), sull'alta e rocciosa costa dell'Istria orientale. Era, con Albona, l'unico sbocco al mare della Contea di Pisino.
Ancora ne XVII secolo era un bellissimo borgo accastellato, cinto
da mura e torri. Si entra nel castello per una porta guardata
da un basstione quadrato, dal corpo di guardia, alcuni vicoli
conducono sugli antichi spalti. Attorno alla vecchia torre, ora
adattata a campanile , sono visibili tratti di mura con feritoie.
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