DIGNANO, VALLE, SANVICENTI E BARBANA.

In dettaglio


Qui siamo nell' Istria meridionale, vicini un' altra volta alla costa e al mare, in una zona intensamente , dal XIV secolo, dominio di Venezia, che ha lasciato la sua chiara impronta (ancora oggi visibile e percepibile, nonostante l' avanzante croatizzazione) nella lingua, nella architettura, nei costumi.


DIGNANO.

Giace in piano a nord di Pola, dalla quale dista una decina di chilometri. E'tuttora un vivace centro agricolo e commerciale con circa 3500 abitanti. Consistente la comunità italiana. Nel suo fertile territorio si producono vino, olio, tabacco e cereali.

La zona era già abitata in epoca preromana, come testimoniano le necropoli dell' età del bronzo scavate nei dintorni. Fu vicus romano. sottomesso a Pola, passò con questa a Venezia nel 1331. Vi si parla, come a Valle e a Rovigno, un dialetto che sembra derivante dall' istriano medievale, a sua volta formatosi sul romano rustico. Nella piazza centrale, sorgono il moderno Palazzo comunale, di imitazione gotico -veneziana, e il Palazzetto Bradamante, del secolo XVII. Il vicino Duomo, dedicato a S.Biagio, è barocco, con alto campanile staccato. Nell' interno conserva un prezioso tesoro, recentemente restaurato e riordinato: tra le altre opere, una belle tavola trecentesca di Paolo Veneziano, "l Beato Leone Bembo" (già coperchio di un' arca contenente i resti del Beato), e un' "Ultima cena" di Giovanni Cintarini, della fine del Cinquecento: Un' altra raccolta museografica -storica, artistica ed etnografica è conservata nel Palazzo Bettica, bello edificio gorico-rinascimentale, che, secondo recenti studi risale al Trecento ed era in origine un palazzo pubblico. Nella prima metà del Cinquecento, il palazzo sarebbe stato ampliato e ricostruito nelle forme attuali dai conti Bettica, nobili di origine iberica, che ne fecero anche affrescare il salone al secondo piano.

A Dignano sono sempre vive le tradizioni popolari, di cui si può avere un gustoso saggio nella annuale "Festa dei Bumbari" (così sono soprannominati gli abitanti di Dignano), in agosto:

Di Dignano era il farmacista e botanico Bartolomeo Biasoletto che esercitò nel secolo scorso la professione a Trieste e pubblicò varie osservazioni sulla flora dell' Istria (specialmente sulle alghe marine, di cui scoprì nuove specie), sui prodotti farmaceutici, etc. Nel 1828 fondò l' orto botanico di Trieste.


VALLE

Poco a nord di Dignano, anch' essa distesa in piano, si trova Valle. Conta mezzo migliaio o poco più di abitanti. Le risorse locali sono quasi esclusivamente l' agricoltura e l' allevamento. Di origine romana (fu probabilmente un castrum), nel 1332 entra a far parte dei domini istriani di Venezia. Due cerchie concentriche di case, protette da una cinta muraria, formano il borgo. Presso la Torre di città, sormontata da leone veneto, sorge il Palazzo Soardo-Bembo, superbo esempio di palazzo fortificato veneziano, medievale - rinascimentale, la cui costruzione (tra due torri del vecchio Castello) si protrasse a lungo nel tempo, senza però che fosse alterata la armonia del complesso. Vicini al Palazzo Soardo- Bembo, la Loggia, il Fontego e il Palazzo Pretorio, in stile gotico-veneziano. Nella Chiesa parrocchiale di S.Giuliano, della fine della Ottocento, con campanile isolato, un sarcofago del IX secolo, un crocifisso ligneo romanico e un polittico ligneo policromo di arte istriana del XVI secolo. Nella cripta, altare con frammenti del IX secolo. Interessanti anche la Chiesa di S.Elia, del secolo XII, con campanile romanico, e le Chiese di S.Spirito e di S.Antonio, gotiche, del secolo XIV.

A metà circa della strada che unisce Pola a Pisino, su un pianoro a poco più di 300 metri sul livello del mare, troviamo
Abbandonato in massa nel dopoguerra dai suoi abitanti italiani, il paese conta oggi una cinquantina di famiglie, quasi tutte croate. Fu nel Medioevo possesso dei Castropola e dei vescovi di Parenzo, che nel 1384 concessero in feudo il castello e parte dell' agro ai Morosini. A questi, due secoli dopo successero per matrimonio i Grimani, che ne rimasero padroni fino allo inizio dell' Ottocento. Le ricche testimonianze del passato attestano che Sanvicenti vide tempi migliori. Attualmente sta purtroppo cadendo a pezzi. Vanta comunque sempre una delle più piazze dell' Istria. Su di essa prospettano: a oriente, la Chiesa parrocchiale dell' Annunziata, del XVI secolo, con elegante facciata di pietra trilobata, che conserva all' interno alcune pregevoli tele di pittori o di scuola veneti e un pulpito del XVI secolo; a settentrione, il poderoso e imponente Castello Grimani, eretto tra il Duecento e il Trecento, ricostruito alla fine del Cinquecento dopo un incendio, a pianta rettangolare, col palazzo, residenza dei signori, e un torrione quadrato sulla fronte, e due possenti torri cilindriche nella parte posteriore; sul lato meridionale, ariosa Loggia settecentesca e alcune case dei secoli XVI e XVII, di sobria eleganza.

Nel cimitero del paese, si trova la severa Chiesa romanica di S.Vincenzo, del XIII secolo, a una navata e con tre absidi, completamente affrescata con scene della vita di Gesù e di S.Vincenzo e con figure di apostoli e di santi. Gli affreschi sono opera del maestro Ognibene da Treviso e risalgono alla metà del Duecento: Altri affreschi di epoca più tarda (del Trecento o dell' inizio del Quattrocento) sono visibili nella graziosa Chiesetta di S.Caterina, ai margini del paese, in pietra a vista, con portichetto: raffigurano scene della vita della santa.


BARBANA

A una quarantina di chilometri da Pola, sulla strada che porta a Fiume, in cima a un colle, troviamo. Conta poco più di 200 abitanti. E' patria del canonico Pietro Stancovich, storico e scienziato, che scrisse le note "Biografie degli uomini distinti dell' Istria".

Forse romana, forse fondata più tardi, tra il V e il VI secolo, nel 740 era comunque già parrocchia autonoma (la prima slava in Istria). Fu, nel Medioevo, possesso dei conti di Gorizia, poi degli Asburgo, e inclusa nella Contea di Pisino. All' inizio del Cinquecento cadde in mano veneziana e, nel 1535, divenne feudo dei Loredan, che la acquistarono all' asta.

All' entrata del borgo, bella e imponente porta, del secolo XVI (la cosiddetta Porta Grande),e vicina, la pittoresca cappella gorica di S.Antonio, con affreschi del XV secolo. La cinta muraria è stata in gran parte incorporata negli edifici costruiti successivamente a ridosso di essa: ne restano una torre quadrata e un' altra porta, la Porta Piccola, anch' essa del XVI secolo. Nella piazza centrale, il Palazzo Loredan, eretto tra il Seicento e il Settecento, utilizzando anche parte del vecchio castello (ne ingloba un torrione); l' antico Municipio, con la Torre dell' Orologio e la sottostante Loggia, della metà del Cinquecento; la Cisterna del 1565; la Chiesa settecentesca di S.Nicolò.
A Barbana, nella terza Domenica d'agosto, si corre nuovamente la "giostra dell' anello" (la prima sarebbe stata corsa nel 1696), che richiama turisti e spettatori in gran numero, in una vivace festa popolare.


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