BUIE, GRISIGNANA, MONTONA E PORTOLE


In dettaglio


Il viaggio all' interno della penisola istriana inizia in quelli che furono dal XIV o dal XV fino al XVIII secolo domini veneti. Il primo degli itinerari proposti si svolge nell' area nord- occidentale. Qui siamo ancora relativamente vicini alla costa. Dai colli su sorgono i loro borghi, gli abitanti vedono il mare. La lingua, la cultura, le memorie venete sono, in questa parte della Istria, ancora numerose, anche se non sempre molto vive. Ed è questa, fra quelle dell' interno, forse la parte meno degradata, perché qualche iniziativa economica o culturale e qualche opportuna opera di restauro hanno consentito la rivitalizzazione almeno parziale di alcuni antichi borghi.


BUIE

E' una cittadina di circa 3000 abitanti, sulla strada per Pola, a una trentina di chilometri da Capodistria. Il vecchio centro storico sorge su un colle di oltre duecento metri. Per la sua posizione, Buie è stata chiamata la "sentinella" o anche la "spia" dell' Istria. Ai piedi del colle si è sviluppata, in tempi recenti, la nuova zona residenziale, accanto agli impianti dell' industria elettronica e metalmeccanica, che offrono ai buiesi buone opportunità di lavoro.

Insediamento preistorico, poi castrum romano, possesso nel Medioevo dei patriarchi di Aquileia e dei signori di Duino, per quattro secoli, dal 1412 al 1797, appartenne a Venezia: calli e broli lastricati ne fanno una tipica cittadina veneta. In uno slargo, all' inizio della strada di accesso al borgo alto, troviamo la Chiesa di S. Maria della Misericordia, del secolo XV, con portale rinascimentale in ferro battuto. All' interno tele venete. Il centro del borgo è la piazza civica, sulla sommità del colle; vi sorge il Duomo, del secolo XVI, rinnovato nel secolo XVIII in stile barocco, con campanile staccato, decorato di stemmi, eretto nel secolo XVI sul modello di quello di Aquileia. In sagrestia, sculture lignee goriche dei secoli XIV e XV. Nella stessa piazza ci sono alcuni altri interessanti edifici: un palazzetto gotico- veneziano e la Loggia, che risalgono ai secoli XV-XVI. Dominano il borgo i resti della cinta muraria medievale, con una torre mozza.


GRISIGNANA

A qualche chilometro a est di Buie, su un colle di quasi trecento metri, sorge Grisignana. Già possesso dei patriarchi di Aquileia e poi dei signori di Pietrapelosa, fu da questi venduta nel 1358 a Venezia, che ne fece fino alla fine di quel secolo la sede del Capitano militare del Pasenatico. Conta oggi poco più di un centinaio di abitanti. Nel 1965, per iniziativa di una associazione locale, è stata proclamata "città degli artisti". Da allora si è arricchita di numerose botteghe e gallerie d' arte e ospita in estate importanti manifestazioni musicali e artistiche.Notevoli la Porta d' ingresso alla cittadina, la Loggia del 1554, il Fondaco dei formenti (1597), i Palazzi del Podestà e del Capitano e la Chiesa barocca dei santi patroni Vito e Modesto. Una particolarità di Grisignana sono i secolari lodogni, che già nel 1646 il vescovo Tommasini definiva "maestosi". Lo stesso vescovo, parlando della gente di Grisignana, la diceva "....di bell' anda, cordiale e di buoni costumi" e sottolineava la bellezza delle sue donne.


MONTONA

Si prosegue verso sud fino al Quieto, se ne risale per un tratto la valle (oggi bonificata e coltivata ma un tempo coperta dal famoso bosco di S.Marco) e si arriva a Montona, che domina, dall' alto di un colle di 277 metri, le terre circostanti. Vi vivono oggi poco più di 600 abitanti.

Già castelliere, poi centro romano, possesso dei vescovi di Parenzo e dei patriarchi di Aquileia, nel 1278, prima tra le cittadine dell' interno dell' Istria, viene in mano dei Veneziani. I quali la dotano di mura (ne resta una possente cinta di 436 metri, di altezza fra i 9 e i 15 metri, da cui si gode una splendida vista sulla valle), porte (una, rinascimentale, di accesso alla città vecchia, con lapidario romano e medioevale, e una più interna, che immette alla sommità del colle, con portale gotico del 1350), bastioni, torrioni, palazzi, loggia. Su tutti stemmi e leoni veneti. nella piazza principale, in cima al colle, il Duomo, seicentesco, che conserva nel proprio tesoro un altarino portatile da campo in argento sbalzato, del XIV secolo, già di Bartolomeo Colleoni, poi di Bartolomeo Alviano, che lo donò alla chiesa nel 1509. La torre campanaria, merlata, staccata, è del XIII secolo. sulla medesima piazza prospetta l' antico Municipio, con numerose lapidi murate sulla facciata. Al centro della piazza, vera da pozzo del XV secolo.
A Montona nacque Andrea Antico, inventore (1517) della stampa in legno delle note musicali. Nella cittadina hanno sede alcune importanti istituzioni culturali e scientifiche.


PORTOLE

Di fronte a Montona, su un colle di 378 metri a nord del Quieto c'è Portole E' stata quasi completamente abbandonata dai suoi vecchi abitanti; oggi non ne conta nemmeno 100. E' patria del poeta Rinaldo Rinaldi. Insediamento preistorico, poi stazione romana e medioevale, possesso dei patriarchi d' Aquileia, dall' inizio del Quattrocento alla fine del Settecento Portole è veneziana. Ha una pianta concentrica, con le viuzze irregolari deteriorate, tranne la Loggia (rinascimentale, con lapidario, recentemente restaurata), della dominazione veneta. Al centro del paese, la Chiesa parrocchiale di S.Giorgio, della seconda metà del XV secolo, con facciata rifatta nel XVIII secolo. All'interno, "SS. Trinità", tela di Benedetto Carpaccio del 1530. Nei pressi di Portole, alcune interessanti chiedete e cappelle (S. Maria Maddalena, S. Elena, S. Rocco, S.Silvestro), con affreschi di Clerigino da Capodistria e Antonio da Padova.


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